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Maltempo e riscaldamento globale: il maggio più freddo degli ultimi 30 anni
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Maltempo e riscaldamento globale: il maggio più freddo degli ultimi 30 anni

Il maltempo delle ultime settimane ha fatto di questo maggio il più freddo e piovoso degli ultimi decenni. Un’anomalia che ha scatenato titoli di giornali e post nei quali ci si domandava come fosse possibile credere al riscaldamento globale viste le temperature così al di sotto della media stagionale.

 

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Proviamo a fare un po’ di chiarezza: il maltempo di maggio non smentisce il fenomeno del riscaldamento globale, anzi, è la prova della crisi climatica che il pianeta sta attraversando. I fenomeni meteorologici estremi sono sempre più frequenti: le piogge torrenziali, le grandinate violente e le nevicate di maggio, hanno una spiegazione scientifica e sono la diretta conseguenza dell’aumento delle temperature nell’Artico.

La cupola di aria gelida che stanzia sopra il Polo Nord viene destabilizzata dal fatto che i ghiacciai si stanno sciogliendo. L’acqua assorbe il calore dei raggi solari e la rilascia, provocando la frammentazione di quella cupola di aria freddissima che, sotto la spinta dei venti, si sposta verso le regioni più temperate.

Il maltempo che si presenta sotto forma di fenomeni metereologici sempre più estremi e frequenti, quindi, non confuta ma conferma la crisi climatica causata dal riscaldamento globale. Un’emergenza che mette al primo posto la sostenibilità tra le soluzioni alla grande sfida del secolo: riuscire a contenere il riscaldamento globale limitando l’impatto delle nostre attività sull’ambiente.

 

I numeri del maltempo in Italia

Dati-emergenza-ambientale

Legambiente ha pubblicato nel 2018 una ricerca intitolata “Cronaca di un’emergenza annunciata”, nella quale fa un bilancio dei danni provocati dai fenomeni metereologici estremi causati dal riscaldamento globale.

Dal 2010 al 2018 sono stati registrati:

  • 140 casi di allagamento;
  • 133 casi di danni alle infrastrutture;
  • 12 casi di danni al patrimonio storico;
  • 17 casi di danni provocati dalla siccità;
  • 80 casi di danni provocati da trombe d’aria;
  • 17 casi di frane;
  • 62 casi di esondazioni fluviali.

Un danno dalle proporzioni enormi anche dal punto di vista umano: 189 persone morte a causa del maltempo e 45.000 persone evacuate a causa di alluvioni e frane.

 

Maltempo e crisi climatica

Sono numeri che parlano di urgenza, dobbiamo agire subito. Lo ha detto anche l’economista olandese Servaas Storm, intervenuto al Festival Economia 2019 di  Trento:

 

“Ogni anno immettiamo nell’atmosfera 40 giga tonnellate di carbonio e questo rappresenta il 70% delle emissioni nocive. Forma una sorta di coperta che avvolge la terra, con concentrazioni sempre più dense. La coperta diventerà sempre più spessa e la terra accumulerà via via sempre più calore. Se non riusciremo a contenere il riscaldamento entro i 2°C, sarà terra serra. Dobbiamo puntare sulla riduzione delle emissioni nocive, sull’economia pulita e sulla transizione verde.”

 

Ridurre le emissioni, economia pulita e transizione verde: l’energia green da fonti rinnovabili si configura ancora una volta come lo strumento che abbiamo tutti a disposizione per contribuire a raggiungere quanto prima questi obiettivi.

Maltempo estremo e crisi climatica sono indissolubilmente legati: il freddo che ha colpito l’Italia nel mese di maggio non è una tendenza metereologica passeggera ma la testimonianza del fatto che il cambiamento climatico è in atto e sta coinvolgendo anche il nostro paese. Informare in modo corretto su quanto sta accadendo ha un’importanza determinante sulla scelta dei singoli individui: la cattiva informazione sulle tematiche ambientali rischia di farci perdere tempo prezioso. È il caso dei negazionisti che screditano il lavoro della comunità scientifica e di chi fa informazione in modo serio. Abbiamo chiesto a due esperti della comunicazione sul riscaldamento ambientale di spiegarci il fenomeno del negazionismo ambientale: scarica l’ebook Il negazionismo ambientale e scopri cosa c’è dietro.

 

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