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Perché piantare alberi è la via per salvare il Pianeta
Sostenibilità, Ambiente

Perché piantare alberi è la via per salvare il Pianeta

Nel 2015, le Nazioni Unite hanno stabilito una serie di obiettivi sostenibili per favorire governi e imprese a rendere il Pianeta un posto più sostenibile. I traguardi individuati dall’ONU nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sono 17, comprendono fra gli altri la lotta alla povertà e alla fame, la promozione dell’uguaglianza fra i generi e l’innalzamento della qualità dell’educazione scolastica. Ovviamente, fra gli obiettivi sono presenti anche la lotta ai cambiamenti climatici, la promozione dell’uso di energie rinnovabili e la creazione di città sostenibili.

C’è un’attività che da sola riesce ad abbracciare tutti e 17 gli obiettivi descritti, e questa è la piantumazione degli alberi. Piantare alberi infatti è un’attività che crea lavoro e combatte la povertà. È un processo che favorisce l’agricoltura e la biodiversità, che regola il flusso dell’acqua naturale, che ristabilisce l’ecosistema rurale e urbano e, soprattutto, che purifica l’aria grazie al processo di fotosintesi clorofilliana. 

 

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Lo stato delle foreste

Nel 2015 uno studio della rivista Nature ha rilevato che da quando è iniziata l’antropizzazione del Pianeta sono stati distrutti quasi la metà degli alberi. E questo processo continua anno dopo anno con numeri enormi in termini di alberi sradicati. Perché lo si fa? Per favorire l’agricoltura. Almeno così lo ha spiegato la FAO nel report “Lo stato delle foreste nel mondo”. Un ulteriore aspetto negativo dell’espansione dei terreni agricoli a danno degli alberi, scrive la FAO nel report, è che la produzione di cibo è destinata all’export, e quindi non a coprire il fabbisogno locale. 

L’associazione Food and Agricolture delle Nazioni Unite, stima che  le foreste ricoprono complessivamente un’area di circa 4 miliardi di ettari, circa il 30% della superficie terrestre. Il tasso di deforestazione è in costante aumento, e questo si conferma come una delle principali cause del riscaldamento globale.

Secondo Science, ci sono circa quasi un miliardo di ettari di terreno sui quali si potrebbero piantare nuovi alberi. Queste aree si trovano per la maggior parte in Russia, Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile e Cina. In dieci anni, se queste zone venissero coperte da foreste, si potrebbero assorbire tutte le emissioni di CO2 prodotte nell’800. 

 

Forestare sì, ma con criterio

Ci sono alcuni accorgimenti da considerare quando si procede alla piantumazione di alberi. C’è da tenere conto di possibili danni alle coltivazioni derivanti dalla fauna selvatica, bisogna inoltre fare il possibile per scongiurare il pericolo di incendi. Proprio per questo è fondamentale che i progetti di piantumazione siano effettuati in collaborazione con le comunità locali, che dovranno prendersi cura degli alberi nel corso degli anni. Inoltre, per quanto riguarda le emissioni, non tutti i boschi sono uguali: la quantità di carbonio assorbita dipende dal tipo di albero. 

 

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La chiamata alle armi delle Nazioni Unite

La riforestazione va inquadrata nell’ottica della tutela e del ripristino degli ecosistemi complessi, gli unici che riescono a ricreare la rete biologica dell’ambiente naturale. È questo l’obiettivo delle Nazioni Unite, che proprio quest’anno hanno lanciato il Decennio per il ripristino dell’ecosistema. Il progetto ha lo scopo di prevenire, fermare e invertire la rotta del degrado dell’ecosistema in ogni continente e in ogni oceano. 

Numerosi leader mondiali hanno preso impegni in termini di riforestazioni, su tutti il Pakistan, che con il suo progetto denominato "Billion Tree Tsunami," punta a piantare 10 miliardi di alberi entro il 2023. Si tratta di un’operazione fondamentale perché ripristinare l’ecosistema può aiutare a proteggere e migliorare i mezzi di sussistenza, combattere le malattie, ridurre il rischio di disastri naturali e contribuire al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030.

 

Alcuni esempi di cose da fare 

È tanto importante curare l’ecosistema nelle zone rurali tanto quanto far crescere alberi nelle città. Questo aiuterebbe a trattenere le emissioni migliorando la qualità dell’aria e riducendo il riscaldamento globale; investire denaro per sistemare le mangrovie farebbe risparmiare molti più soldi perché proteggerebbe le coste da alluvioni e tempeste. Sono solo due esempi di riparazione dell’ecosistema e dei vantaggi che ne deriverebbero.
Per fare in modo però che questo progetto sia un successo, serve che ognuno faccia la propria parte. 

 

 

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