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Non chiamiamolo maltempo: è crisi climatica
Sostenibilità

Non chiamiamolo maltempo: è crisi climatica

La costa adriatica è devastata.

Intorno alle 17 di ieri, il cielo si è fatto nero: un nubifragio e raffiche di vento fino a 150 km/h si sono abbattuti su Romagna, Marche e Abruzzo, costringendo centinaia di persone alla fuga. Fiumi in piena, strade allagate, centinaia di alberi abbattuti, chicchi di grandine del diametro di 5 cm.

Ad Ancona, in poco più di mezz’ora, il temporale ha allagato intere zone della città e la tromba d’aria ha causato danni da migliaia di euro: un container che piomba sopra un camion, auto schiacciate dagli alberi abbattuti dal vento, stabilimenti balneari distrutti.

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@Photo Credit: Il Messaggero > https://www.ilmessaggero.it/italia/maltempo_marche_diretta_spiagge_devastate_numana_siroli-4610000.html

Non chiamiamolo più maltempo, sono fenomeni meteorologici estremi e sono sempre più frequenti. Sono più frequenti perché il clima cambia sempre più velocemente. E noi non stiamo facendo abbastanza per contenere le conseguenze del riscaldamento globale. Non stiamo prendendo sul serio la crisi climatica.

 

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Dal cambiamento climatico alla crisi climatica

Greta Thumberg ha ringraziato con un twitter il giornale inglese The Guardian per aver smesso di utilizzare il termine “cambiamento climatico” e averlo sostituito con “crisi climatica”.

Greta lo ha fatto perché le parole sono importanti e “crisi climatica” ci fa capire come ormai le conseguenze del riscaldamento globale siano un’emergenza di fronte alla quale non possiamo più restare indifferenti. 

 

La scienza e i negazionisti della crisi climatica

“Riscaldamento climatico? Ma se fa freddo!”

È la frase che abbiamo letto sui giornali e sentito ripetere per tutto il mese di maggio, quando le temperature erano molto al di sotto delle medie stagionali. È stato il maggio più freddo degli ultimi 30 anni e per i negazionisti è la prova certa che confuta la teoria del riscaldamento globale.

Il negazionismo climatico è una tendenza sempre più rilevante malgrado la scienza fornisca dati sempre più certi che accreditano quello che sta accadendo al pianeta.

La presenza massiccia di anidride carbonica nell’aria provoca l’innalzamento della temperatura della terra; a causa dell’aumento della temperatura della terra, i ghiacci artici si sciolgono, destabilizzando l’equilibrio climatico globale.

Questo accade perché l’Artico funziona da sempre come regolatore della temperatura globale: l’instabilità dell’Artico compromette il clima di tutto il resto del mondo.

Una delle conseguenze più temute dagli scienziati è proprio l’innalzamento del livello del mare causato dallo scioglimento dei ghiacci artici: se non riduciamo la quantità di anidride carbonica immessa nell’aria, alla fine di questo secolo, l’aumento del livello del mare sarà di circa 1 metro e mezzo.

Le zone a più alto rischio sono Indonesia, Filippine, lo stato della Florida e di New York. Anche l’Italia è una zona ad alto rischio: l’istituto di ricerca Enea ha individuato 7 zone ad alto rischio e Venezia si piazza al primo posto di questa pericolosa classifica.

Antonello Pasini, fisico climatologo del Cnr che insegna Fisica del Clima e Sostenibilità all’Università Roma Tre, ha recentemente pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” uno studio che dimostra la correlazione tra aumento della temperatura delle acque e violenza dei tornado nel Mar Mediterraneo. Il calore dell’acqua carica l’atmosfera di vapore acqueo ed energia che vengono poi scaricate sulla terra sotto forma di violenti uragani. Un fenomeno raro nel nostro mare che ora si verifica in modo sempre più frequente.

 

La crisi climatica è un’emergenza che non possiamo più evitare di affrontare, anche se c’è chi la nega, chi mette in campo strategie di disinformazione per screditare il lavoro degli scienziati. Perché alcuni non credono al riscaldamento globale?

Lo abbiamo chiesto a due esperti che ci hanno risposto in un’intervista esclusiva, scarica gratuitamente il nostro ebook "Il clima sta cambiando. Perché alcuni non ci credono?" e scopri cosa si nasconde dietro a questo fenomeno.

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