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Chernobyl: il successo TV del peggior disastro nucleare della storia
Sostenibilità

Chernobyl: il successo TV del peggior disastro nucleare della storia

È la notte del 26 aprile del 1986 e sto dormendo. Ho trascorso la giornata nel parco del mio quartiere, a Roma. Abbiamo fatto un pic-nic all’aperto con tante altre famiglie: abbiamo rincorso la palla, ci siamo rotolati nell’erba e quando è ora di tornare a casa, abbiamo tutti le ginocchia sporche di terra.

Quando mi sveglio, la nube radioattiva causata dell’esplosione del reattore n.4 della centrale nucleare V.I. Lenin, situata a pochi chilometri dalla città di Chernobyl, non ha ancora raggiunto l’Italia o l’ha raggiunta ma noi non lo sappiamo ancora, perché le prime notizie dell’accaduto trapelano solo qualche giorno dopo.

Se ci penso adesso, mi viene subito in mente il ricordo di mia madre, seduta sulla poltrona con il telecomando in mano, e le parole del giornalista alla tv che dice “una nube radioattiva invisibile”. Ho 9 anni e non so cosa significa nube radioattiva ma sono una bambina e come tutti i bambini so cos’è l’invisibile: la sensazione di quando è buio e tiri le coperte fin sopra la testa per proteggerti da quello che non puoi vedere. E siccome non lo puoi vedere, ti fa tremare forte le gambe dalla paura.

Mia madre dice che dobbiamo rimanere in casa, chiudere le finestre; non possiamo mangiare la frutta e la verdura, non possiamo fare colazione con il latte. Dobbiamo proteggerci dall’invisibile.

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Cosa è successo a Chernobyl?

A Chernobyl è successo il più grave disastro nucleare di sempre: la notte del 26 aprile è in corso un test di sicurezza sul reattore 4. Qualcosa va storto: forse per la sbagliata progettazione dell’impianto, forse per la gestione delle norme di sicurezza, forse per negligenza.

Qualunque sia la ragione, qualcosa va storto: la potenza e la temperatura del nocciolo del reattore diventano così incontrollabili da scatenare un’esplosione e un incendio. Il materiale radioattivo si riversa sulle aree intorno alla centrale, contaminandole, raggiunge l’Europa Orientale, la Finlandia, la Scandinavia, l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e le regioni balcaniche, perfino le coste orientali del Nord America.

Quando la mattina del 3 maggio trovo morta la mia tartaruga, anche io che ho solo 9 anni, so per certo che l’invisibile è arrivato a casa mia.

 

Le conseguenze del disastro di Chernobyl

chernobyl-2La scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (INES) classifica quello che è accaduto a Chernobyl come un incidente catastrofico di 7° livello, il grado più alto.

2600 chilometri quadrati contaminati per 24.000 anni, così tanti che è come dire per sempre. Ancora oggi, 5 milioni di persone vivono in aree contaminate e il numero di persone affette da malattie derivanti dalle radiazioni è di migliaia e migliaia.

Un rapporto di Greenpeace stima che i decessi per cancro saranno più di 90.000; secondo gli studi di un centro medico di riabilitazione delle vittime del disastro, l’80% di 4.000 bambini di seconda generazione hanno gravi problemi cardiovascolari e ormonali.

 

Chernobyl: la serie TV

Dopo più di 30 anni dal disastro, l’incidente di Chernobyl è diventato una serie TV che ha avuto il potere di risvegliare l’invisibile.

Lo avevamo messo a tacere, noi che eravamo ragazzini con pochi mezzi per capire tutto quello che girava intorno al disastro: il silenzio, le notizie date con il contagocce. Lo avevamo dimenticato o ci eravamo illusi di averlo fatto perché è bastata la pioggia di detriti, il rumore dell’acqua e l’odore del fuoco, per riportarcelo alla mente.

È finzione e verità insieme, ecco perché è spaventoso, inquietante: lo guardi e senti la pelle che brucia, qualcosa dentro che si decompone proprio mentre il ricordo prende forma.

È l’invisibile: la percezione perfetta della minaccia che non si vede. Eppure c’è. Possiamo allontanarla, girare l’angolo e credere di averla seminata. Eppure c’è e fa tremare forte le gambe dalla paura.

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